Radames Boscaro: un maestro di vita

  Seduta nel mio studio, nel silenzio che mi circonda, alla ricerca di quella pace interiore a cui spesso bramo appena prima di una competizione sportiva. Tutto questo per iniziare l'articolo più personale che io abbia mai scritto, quello su un vero amico, il maestro di kick boxing, la mia guida spirituale di questi ultimi 7 anni, nei quali tante prove ho superato, alcune intense e particolarmente ostiche. Questo periodo di passaggio all'età adulta mi ha visto stringere diverse mani, incrociare molteplici sguardi amichevoli e non di affetti veri o presunti, un vertigo di conoscenze delle quali ben poche hanno segnato profondamente la mia esistenza. Una di queste è sicuramente Radames Boscaro, Rada per i suoi atleti.

Rada's Team

The Rada’s Team
In secondo piano:
Federico De Marchi,
Simone Pinton,
Jessica Puliero,
Elisa Cacco e  Giulia Ciappa;
in primo piano:
Giacomo Edifizi,
Radames Boscaro,
Giulia Caco,
Julian D. e
Mattia Maragno.

Alla soglia dei cinquant'anni è una delle poche persone che conosco ad essere veramente appagata da quello che fa nella vita. Questa sua soddisfazione arriva indubbiamente dall'amore che prova per la sua famiglia, una splendida moglie (Sara Gomiero) e un figlio adorato che gli fa brillare lo sguardo solo a
parlarne. E al tempo stesso la si può ricercare nella dedizione e competenza che mette nell'allenare i ragazzi, giovani e meno giovani, che sempre più si avvicinano alla nobile arte del combattimento. A ripensarci, mi sovviene un sorriso, ricordandomi ancora ventenne, molti sogni per la testa, e poca
praticità con il mondo reale che improvvisamente mi apriva le porte gettandomi nella mischia, esigendo una concretezza alla quale non ero affatto preparata. Fu in quel periodo di transizione che decisi di iniziare a praticare la kick boxing, sport salito sempre più alle luci della ribalta, dal quale ero da
sempre affascinata. Mi sembra d'immaginarmi lì, sulla soglia della palestra Active (di Fiesso d'Artico), dove il nostro era appena approdato ad insegnare, correva l'anno 2001. In verità Radames già lo conoscevo di vista, avevo infatti avuto modo di osservare alcuni frammenti di lezione quando teneva i corsi presso la palestra Riviera del Brenta di Dolo, e già allora rappresentava una personalità di spicco nel panorama sportivo Dolese. Tra i suoi atleti più forti e premiati ricordo Matteo Coppetta e Sara Gomiero, quest'ultima entrata anche per un periodo nella nazionale di Boxe Femminile.
All'epoca mi era capitato di ascoltare con un pizzico d'invidia i racconti di un amico che da poco si era iscritto alle lezioni di Rada, e mentre mi spiegava quanto praticare la kick boxing avesse rappresentato per lui un salto di qualità rispetto ai soliti esercizi muscolari, io mi convincevo ad intraprendere questo
nuovo percorso sportivo. Da quel momento la mia quotidianità subì una svolta sostanziale, sia a livello agonistico che esistenziale. Radames è per me e per tutti noi atleti del Rada's Fighting Team (in foto) un maestro di vita, che riesce a coniugare lo svago dell'attività fisica del dopo lavoro (o dopo studio!) con il mettersi alla prova mentalmente, testando le proprie reazioni e capacità, fissando i propri limiti e provando a superarli, così da migliorarsi giorno dopo giorno. Queste sono le parole che uso per descrivere il mio migliore amico, il più sincero che io abbia mai avuto, una persona politicamente scorretta in questo mondo di finti democratici, un uomo che non scende a compromessi e che insegna ai suoi atleti a combattere per ottenere l'ambita vittoria, sia essa da conquistare sopra ad un tatami o nella vita reale.
C'è una frase che ci ripete costantemente (oltre al classico “su la guardia”) edè che “La sfortuna non esiste, ci siamo solo noi e la nostra voglia di raggiungere l'obiettivo prefissatoci”, ed io da lui oltre che a combattere, a sferrare calci e pugni, a scendere sul tappeto per dare il massimo e vincere le gare che mi aspettano, ho imparato a non arrendermi, a crederci sempre, a lottare fino all'ultima ripresa contro ogni ostacolo, ogni avversità, senza mollare mai. Il destino ce lo costruiamo noi, passo dopo passo, me l'ha
insegnato Radames, e questo è il mio grazie più sincero.
Jessica Puliero


 

 

Jessica PullieroJESSICA PULLIERO
CAMPIONESSA ITALIANA
KICK BOXING

WAKO(s.t.) La Riviera del Brenta da pochi giorni può vantare una Campionessa Italiana tutta nuova quella Jessica Pulliero che avevamo conosciuto solo pochi mesi fa grazie ad un'intervista che ci aveva concesso. Oggi la ritroviamo ai vertici italiani della WAKO, World Association of all style Karate Organizations, nella categoria -55 atleta professionista 5 riprese da 2 minuti su ring senza casco.

Una campionessa tutta nuova ma non una sorpresa per chi la conosce da vicino come il suo allenatore Radames Boscaro: "Sono felicissimo perché Jessica rappresenta l'impegno e la serietà che questo sport esige. Come lei sono molti i ragazzi che si impegnano ed ottengono risultati straordinari. Vi stupiremo!"

La neocampionessa italiana ha qualche difetto? "Corre troppo in moto! - risponde sorridendo Radames."

 

 

 

Giulia & JessicaGiulia Caco e Jessica Pulliero, 5 anni di pugni e calci!

(m.p.) Sgombriamo subito il campo da ogni dubbio: il kick boxing non ha nulla a che vedere con le discipline marziali orientali. Non si tratta di un’ “arte”, infatti, bensì di uno sport di combattimento. Combina tecniche di calcio caratteristiche delle arti marziali orientali ai colpi di pugno tipici del pugilato.

L’importante lavoro aerobico che questo sport richiede ha permesso la sua diffusione anche tra il pubblico femminile, il kick boxing ha guadagnato così le prime pagine per le riviste per donne e numerosi servizi nelle trasmissioni televisive dedicate al fitness. Sebbene come disciplina sia abbastanza giovane – è stata inventata tra la fine degli anni '70 e i primi anni ’80, in Giappone – oggi moltissime palestre la propongono tra le attività: in quasi tutti i comuni sono presenti società di kick boxing. La sua giovinezza e il veloce successo hanno comportato la nascita di molte federazioni a livello nazionale e internazionale. Come sempre accade in queste circostanze la cosa più importante è affidarsi a strutture professionali e istruttori conosciuti e affermati.

Dolo Sport ha già intervistato Radames Boscaro, 48 anni, uno degli istruttori di questo sport più conosciuti nella Riviera del Brenta. Radames ha cominciato a praticare il kick boxing dopo anni di karate; da almeno 5 anni insegna nella palestra Active di Fiesso d’Artico per la società sportiva Well Center, che ha sede a Campodarsego. La società fa capo alla FIKB, Federazione Italiana Kick Boxing, la principale federazione nazionale della disciplina.

Tra gli atleti del Well Center si distinguono due giovani ragazze: Giulia Caco e Jessica Pulliero. Le abbiamo intervistate.

Kick Boxing GirlGiulia Caco, 19 anni, pratica Light Contact (è cintura blu) dall’età di 14 anni “ho cominciato per sbaglio: era estate ed ero entrata alla Active per andare a trovare mia cugina che lì lavorava come istruttrice. In quell’occasione ho conosciuto Radames e mi ha convinta ad iscrivermi”. Giulia è all’ultimo anno del Liceo Scientifico di Padova; si allena tre volte alla settimana per un’ora e mezza ad incontro. Prima del kick boxing faceva nuoto agonistico a Stra e poi ha fatto pallavolo per tre anni. Dice: “il kick boxing richiede un certo coraggio, ma non credo che si possa definire uno sport aggressivo, io per lo meno, non mi considero aggressiva. I punti vengono assegnati in base ai colpi che si riesce a sferrare pertanto ovviamente bisogna attaccare e non pensare solo a difendersi.” Infortuni pesanti: “Nel 2006 mi sono rotta il legamento crociato ad un ginocchio e sono stata ferma per quasi un anno.” Qual è il risultato più prestigioso che hai ottenuto? “Il 9 marzo scorso ho vinto la Coppa Italia a Latina nella categoria 70 Kg Light Contact cinture blu, marroni e nere Seniores”. I prossimi appuntamenti: Coppa del Presidente (5 aprile, Torino), Campionati Italiani (dal 15 al 18 maggio, alla Fiera del Fitness di Rimini) e Coppa del Mondo (dal 6 all’8 giugno a Salsomaggiore).

Jessica Pulliero, 26 anni, di Arino, pratica Light Contact dall’età di 21 anni. Precedentemente ha praticato nuoto per 10 anni. Si definisce scherzosamente “un po’ un maschiaccio” e ha cominciato a fare Kick Boxing perché da sempre era affascinata dagli sport di combattimento. Concorda con Giulia nel sostenere che il kickboxing non è uno sport che accresce l’aggressività: “si tratta di uno sport che contribuisce a rafforzare i nervi. Infonde sicurezza e serenità. Quando ci si appresta a disputare un incontro con rabbia e nervosismo si finisce quasi sempre al tappeto. Mi è capitato molte volte di combattere con solo la voglia di sfogarmi, non ho ottenuto nessun buon risultato.” Jessica è una ragazza molto determinata e vivace, ama correre in moto e d’inverno pratica snow board: “l’infortunio più seccante me lo sono procurato scendendo con lo snow. Mi sono lussata una spalla ed ho dovuto rallentare l’allenamento. Radames mi ha indicato degli esercizi specifici per riabilitazione.” Risultati importanti? “Ho vinto i campionati interregionali nella categoria under 55 Kg cinture blu, marrone nera. Questo mi ha dato la possibilità di gareggiare a Latina ma qui sono uscita al secondo incontro; non è stata una grande gara. Ero giù di fiato a causa di un’influenza avuta pochi giorni prima, e forse ero anche un po’ nervosa per la lunga attesa prima della gara.” Obiettivi per il futuro? “Punto ad ottenere grandi risultati, a livello nazionale, nel Light Contact, poi si vedrà. Comunque non ho fretta, un atleta può gareggiare con successo anche a 33, 34 anni. Ho tempo e voglia. Adoro questo sport”.

Per concludere, Gilia e Jessica chiedono di citare le altre due colleghe del gruppo agonistico: Giulia Ciappa e Lisa Cacco. Ecco fatto!

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