
Silvano Bragato |
Podismo
L’8 alle Otto
Memorial Bragato Silvano
Dolo. Sabato 12 settembre si svolge a Dolo in piazza Cantiere la quarta edizione della corsa competitiva per categorie “L’8 alle otto”, inserita nel circuito “Podisti Veneti” della Libertas Run. Alla competizione partecipano atleti dei numerosi gruppi podistici della provincia ma anche provenienti da province limitrofe, che gareggiano raggruppati in diverse batterie suddivise per categorie e classi di età . Il percorso si snoda lungo un circuito di 486m per le categorie fino ai 13 anni, di 972m per quelle fino ai 17 anni e di 3060m per gli atleti dai 18 anni in poi. Ai primi 3 classificati di ciascuna categoria verranno assegnati dei premi offerti per l’occasione da alcune ditte e negozi di Dolo.
La gara percorre un tragitto all’interno della famosa Isola Bassa, che rappresenta la parte più antica e pittoresca di Dolo, a partire da Piazza Cantiere, attraversando le vie Fondamenta, Garibaldi, Rizzo per giungere all’ingresso dello Squero e quindi nuovamente in piazza Cantiere.
Questa edizione viene dedicata alla memoria di Silvano Bragato, un mito e un emblema della corsa podistica della Riviera del Brenta, socio fondatore e primo presidente del gruppo “Podisti Dolesi”. Di lui ricordiamo la tenacia, la forza di volontà e lo spirito di gruppo, ma soprattutto la sua voglia di correre e di libertà che lo ha portato lungo i tragitti delle competizioni con qualsiasi percorso, dagli 800 metri in pista alla maratone e addirittura alle marce di 100Km, fino a percorrere nella sua vita oltre 80.000Km. |
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Gli occhi s'illuminano, il sorriso a 32 denti testimonia la gioia di poterne parlare. Scopriamo così un altro personaggio, una persona assolutamente normale che vive la passione per la maratona in un modo speciale. Alessio Simonato è, all'apparenza, un normale impiegato del Comune di Dolo, un lavoratore di 35 anni serio e motivato molto stimato da colleghi e superiori ma dietro questa apparenza di normale tran tran si nasconde una grande passione, quella della maratona. Scopriamo come sia nata. "Devo precisare che da ragazzo giocavo a pallavolo nel Volley Dolo, ho cominciato a 13 anni e per una decina mi sono dedicato a questo sport, poi ho iniziato a lavorare e non avevo più tempo. Ma ho sempre amato lo sport e non mi riusciva di stare fermo così sono andato in palestra. Sinceramente, però, mi annoiavo." Prima di proseguire non possiamo non notare il fisico asciutto e senza un grammo di grasso di Alessio e gli chiediamo come riesce a mantenersi così perfettamente in linea: "Oltre ad allenarmi molto curo con particolare attenzione l'alimentazione. Personalmente mi nutro di carboidrati in misura equilibrata, mangio soprattutto pasta integrale, oltre a tanta frutta, verdura e proteine in misura tale da recuperare le calorie che consumo." Dopo questa divagazione torniamo a scoprire l'evolversi della storia sportiva di Simonato. "In palestra mi annoiavo ma non pensavo a correre sino a quando mia moglie, Valentina, una sera d'estate del 2002 se ne tornò a casa e mi disse che aveva deciso d'iscriversi alla Venicemarathon. Lì per lì pensavo che scherzasse poi ho visto che si era messa d'impegno e così decisi di non lasciarla sola a correre per le strade ed ho cominciato con lei." Due cuori ed una... maratona, si potrebbe ribattezzare il celebre film.
Ma lasciamolo proseguire. "Nonostante un'idea quasi pazzesca, dopo tre mesi di allenamento abbiamo partecipato alla Maratona di Venezia e mi sono reso conto che tutto sommato non me l'ero cavata male così decisi di continuare e la cosa mi ha preso la mano, molto preso devo dire." Una storia simpatica ma che nasconde altre sorprese. "Mia moglie conosceva la moglie di Ruggero Pertile che è di Villanova di Camposampiero. Col tempo siamo diventati amici, un rapporto davvero speciale tanto che nel 2008 siamo andati sino a Pechino." Di questo viaggio ne hanno parlato anche i giornali ed Alessio con la moglie Valentina e la signora Chiara Pertile sono finiti anche sul pagine del 'Corriere della Sera'. "E' stata un'esperienza incredibile. Ruggero ha saputo della convocazione solo venti giorni prima delle Olimpiadi. Abbiamo fatto tutto in fretta, passaporti, prenotazione del volo aereo e dell'appartamento dove abbiamo alloggiato ma alla fine abbiamo vissuto un'emozione unica con tantissime cose da raccontare, compresa una camminata alla famosa muraglia." Alessio s'illumina sempre di più, potrebbe raccontarci tantissimi episodi ma lo stoppiamo e vogliamo conoscerlo meglio e ci facciamo dire qualcosa di più di lui. "Ora gareggio per l'Assindustria Sport di Padova e sono seguito dall'allenatore Mauro Scanferlin col quale stiliamo le tabelle mensili di allenamento. Io corro quando posso, la mattina presto o la sera, quando il lavoro me lo consente. In media mi alleno 5-6 giorni la settimana e percorro 80/90 chilometri."
Ci sorge una curiosità, ma come fa un atleta a gareggiare per oltre 42 chilometri senza accusare problemi. "In effetti - ci dice Alessio - dal campione al neofita tutti accusiamo una crisi intorno ai 30 chilometri di gara perché le riserve di calorie a quel punto si esauriscono, non si scappa. Allora subentra la capacità e la bravura di saper dosare le energie sia sotto l'aspetto mentale che fisico. Dopo i 30 chilometri se sei stato bravo a gestirti, il fisico va a recuperare carburante dalle scorte di grassi che tiene da parte e devi essere bravo a gestire le energia senza soffrire, nel momento di difficoltà la mente ti aiuta a superare la crisi." Torniamo all'evoluzione di Alessio. "La prima maratona di Venezia la chiusi in 4 ore e 40 minuti poi comincia ad allenarmi seriamente e l'anno seguente riuscii a gareggiare in tre maratone: a Padova, a Venezia ed a Parigi. In media io ne faccio due all'anno. Nel 2004 sono stato a Praga, una delle corse più belle per la spettacolarità del percorso. Non ho mai mancato quella di Venezia ma nel 2008 ho gareggiato anche a Roma ed a Vercelli dove ho ottenuto il mio personale in 3 ore e nove minuti. Speravo di abbassare questo tempo a Venezia e magari scendere sotto le tre ore ma una strana crisi al 27° chilometro, ben prima del momento critico, con dolori di stomaco, mi ha impedito di fare bene." Sul piano dei risultati quali sono stati i migliori e quali sono gli obiettivi futuri? “A Vercelli oltre a battere il mio record sono giunto nono nella mia categoria M35. Il mio obiettivo è quello di scendere sotto le tre ore. Quest'inverno ho preso parte a molte gare di corsa campestre compresi gli europei di Ancona ed, in primavera, ho accusato qualche problema al ginocchio così ho deciso di rinunciare ai campionati mondiali di categoria che si svolgeranno in agosto a Lathi in Finlandia ma spero di poter fare l'anno prossimo gli europei.”
Parlando con i maratoneti molti mi dicono che il loro sogno è quello di partecipare alla maratona di New York, ed il tuo? “Non è il mio sogno anche se un giorno penso che vi parteciperò. Io vorrei gareggiare a Boston perché è la maratona più vecchia e la più affascinante ed anche perché è meno caotica. Non mi piace quando si gareggia in troppi, si fa più i turisti che gli atleti.”
Tua moglie Valentina continua a correre? “Certo. Lei va più lenta naturalmente. Corre in quattro ore e quindici tanto che quando ci alleniamo uno dei due va in bicicletta altrimenti ci divideremmo. Anzi devo riconoscere che sono fortunato ad avere una compagna che ama molto quello che faccio perché altrimenti il tempo per stare insieme sarebbe pochissimo.”
Alessio è una persona tranquilla, educata, è molto attaccato alla famiglia ed alla cose importanti della vita e non nasconde che... "Per me correre è una gioia e voglio che rimanga sempre tale perciò quando non mi divertirò più capirò che è giunto il momento di smettere." Ma mentre lo dice gli occhi luccicano di gioia, crediamo che quel giorno sia ancora molto lontano.
Lino Perini |
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Giovanna è... tornata!
La nostra fuoriclasse domina la XXV Firenze Marathon
Sono trascorsi i mesi e Giovanna Volpato è tornata a vincere!
L’avevamo vista trionfare a squadre a Goteborg e soffrire ad Osaka dove il suo tendine ha ceduto dando inizio ad una delle più incredibili pagine sportive mai viste. Correndo, sudando e stringendo i denti Giovanna è riuscita a tornare a vincere in solitaria la Firenze Marathon che, giunta alla sua venticinquesima edizione, quest’anno contava su quasi 8000 partenti. “Giovanna dato tutto con grande determinazione, – ci spiega Mario Del Giudice, da sempre allenatore della Volpato – si pensi che durante la gara non si è mai girata all’indietro per controllare la posizione della diretta avversaria. Una condotta di gara esemplare che l’ha portata a tagliare il traguardo in solitaria facendo segnare il tempo di 2h34’14’’, ottimo se si considerano le difficili condizioni meteorologiche.” Sappiamo dell’impegno con la quale Giovanna prepara ogni sua gara e possiamo solo immaginare la preparazione alla quale si è sottoposta per il suo rientro. “E’ stata dura. Uscendo da un infortunio al tendine d’Achille, un’operazione ed una impegnativa riabilitazione. Ci siamo allenati molto anche quando Giovanna, colpita da un virus, non poteva dare il meglio; sono state durissime quelle tre settimane nelle quali è riuscita a temprare una tenacia che non avevo mai visto prima in lei.” Dove vi siete allenati? “Tocchi un tasto dolente. Dopo anni difficili con il mio gruppo di atleti – ci spiega Mario – abbiamo deciso di lasciare definitivamente il campo di atletica di Mira ed accasarci a Mestre, dove usufruiamo del campo di atletica di San Giuliano. Gli allenamenti li abbiamo svolti parte a San Giuliano e parte nel percorso di maratona di Mira che da anni utilizziamo per la preparazione delle gare. Fra pochi mesi però studieremo un percorso di maratona nei pressi dell’impianto di San Giuliano e lasceremo definitivamente la Riviera del Brenta.”
Stefano Trovò |

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Cari amici di Dolo Sport, dopo aver descritto le sensazioni provate alla Maratona di Sant’Antonio vi avevo salutato con un… e ora “gambe in spalla” e arrivederci a Venezia.
Bene, detto e fatto!
Domenica 26 ottobre in una giornata stupendamente primaverile ho corso la mia seconda Maratona; alle 9:20 precise, davanti alla magica cornice di Villa Pisani, il serpentone multietnico di atleti nel quale mi trovavo è partito circondato da un’aura di solidarietà ed allegria.
Ai bordi della strada un fiume di persone ci incitava salutando e applaudendo, in alcuni punti le band musicali allietavano il pittoresco passaggio su un Riviera del Brenta tirata a festa per l’occasione.
A Dolo, alla “curva del Tabaccaio”, puntualmente come ogni anno, c’era mio fratello Roberto che accoglieva noi podisti gasandoci e incoraggiandoci a non mollare. (Un grazie da parte di tutti noi).
Un’altra iniezione di adrenalina l’ho ricevuta dal Presidente Danilo Baldan del mio gruppo podistico che, di servizio con la Protezione Civile a Mira, attendeva il passaggio dei suoi atleti.
Il resto del percorso è “volato via” piacevolmente e quando al parco San Giuliano ho sentito il profumo salmastro della laguna di Venezia ho pensato che solo 8 km mi separavano dal traguardo. Allora forza: Ponte della Libertà, Santa Marta, zona Marittima ed il primo dei 14 ponti da attraversare.
Qui lo scenario m’ha mozzato il fiato: turisti e cittadini veneziani scatenati applaudivano, fischiavano e gridavano a tutti: ed intanto il traguardo si avvicinava sempre di più.
Ho migliorato il mio personale di 15 minuti (Real Time 5:13:49) con la soddisfazione che anche chi corre solo per il gusto di sentirsi bene e senza velleità agonistiche come me riesce a fare sempre meglio.
La Maratona è come la vita: non regala niente se non ti impegni lavorando sodo e seriamente.
Un saluto a tutti voi e… ora, “gambe in spalla” e arrivederci a Treviso.
Antonella Stradiotto
Podisti Dolesi |
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Per non dimenticare
Dolo Sport n.20 del 28 settembre 2008 - Da alcuni anni il gruppo Podisti Dolesi partecipa sempre più numeroso ad un appuntamento commovente e sentito: la Staffetta in ricordo delle vittime trucidate dalla Banda della Uno Bianca e di quelle della Strage avvenuta il 2 agosto 1980 alla Stazione Ferroviaria di Bologna.
Gli organizzatori di questo importante evento sono i signori Luigi Cervellati di Castel Maggiore (Bo) e il signor Sergio Normanni di Bibione (Ve). Gigi ha vissuto in prima persona come soccorritore le fasi impressionanti e strazianti dopo lo scoppio della bomba. Da ventisette anni queste due grandi persone rendono omaggio ai bambini, ai giovani, alle famiglie e ai nonni che attendevano ignari il treno per le vacanze o per altre destinazioni. Originariamente la Staffetta, grazie alla collaborazione di podisti locali volontari, nasceva da Bibione, attraversava paesi e città e di notte giungeva a Dolo per concludere dentro la Stazione di Bologna.
Oggi, visto l'aumento del traffico, per ragioni di sicurezza parte da Vigarano Mainarda, territorio ferrarese, continua per Mirabello, Poggio Renatico, Galliera, San Pietro in Casale, San Giorgio di Piano, Funo di Argelato sostando sui Cippi dedicati agli innocenti uccisi dalla Banda della Uno Bianca e termina in Stazione. In ogni paese visitato c'è il Sindaco che davanti al Municipio attende noi podisti per guidarci davanti ai Cippi monumentali dove deponiamo le corone d'alloro tra gli applausi e le lacrime dei parenti. Quando giungiamo alla Caserma Genio Ferrovieri a Castel Maggiore siamo accolti dal Generale, dal Maresciallo e dai Soldati che sull'attenti suonano "il Silenzio"; qui con tutti i Sindaci dei paesi intervenuti e il Magistrato Libero Mancuso, che ha condotto l'indagine sulla Strage, rispettiamo un minuto di silenzio: non posso descrivere ciò che proviamo - l'anno scorso ha potuto presenziare anche il nostro Sindaco Antonio Gaspari. L'ultima tappa che ci attende è la Stazione: a noi si uniscono numerosi militari; tante persone ai bordi della strada applaudono correndo come possono per scortarci fino al punto (ancora presente) dove è stata messa la bomba. Qui l'emozione è solenne, scorgono gli occhi l'enorme elenco dei Caduti: 85, 200 i feriti e scendono le lacrime. Si conclude così la Staffetta lasciandoci tanta tristezza e dolore per i morti e le loro famiglie ma un po' di gioia per averli onorati con affetto e rimpianto.
Antonella Stradiotto
del gruppo Podisti Dolesi
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