Noi che abbiamo avuto la fortuna di avere Renzo come Marito, Padre, Suocero e Nonno siamo grati a quanti ci sono stati vicini in queste mesi, quando la speranza lasciava il posto al dolore.
Ringraziamo i parenti, gli amici, le associazioni sportive, le istituzioni che hanno ricordato, anche per un solo istante, Renzo.
Ringraziamo i medici e gli infermieri del reparto di Chirurgia ed Urologia di Dolo, Oncologia di Piove di Sacco e Radioterapia di Padova che fino all’ultimo si sono battuti per salvare Renzo. Resta la certezza che uomini e donne come questi sanno e sapranno curare mille e mille persone ridonando loro una vita degna di essere vissuta. Ringraziamo anche quanti si sono arresi troppo presto.
Renzo, sarà facile percorrere il solco che hai tracciato.
Conto alla rovescia per la Family Run Primo Memorial Lorenzo Trovò
Mancano poco più di 20 giorni alla partenza della quarta edizione della Family Run e la tappa di avvicinamento alla manifestazione ci porta ad un grandissimo lavoro organizzativo. Quest’anno si prevede una manifestazione dai grandi numeri, sia per i partecipanti che per gli stand che verranno allestiti, e dalle grandi novità.
Ma andiamo con ordine. Ad oggi le scuole che ci hanno dato la loro adesione sono:
Scuole superiori Galilei, Lazzari, Musatti di Dolo e 8 Marzo di Mirano; Scuole medie di Dolo, Sambruson, Mira, Gambarare, Oriago, Borbiago e Camponogara; Scuole elementari di Dolo, Arino e Sambruson; Direzione didattica di Mira1 e Mira 2, Direzione didattica di Camponogara e di Galta di Vigonovo; Scuole materne di Dolo e Sambruson e Direzione didattica di Camponogara.
Grandi novità per gli allestimenti degli stand: verranno tutti collocati negli spazi aperti adiacenti agli impianti di tennis, piscina, palazzetto e nuovo parcheggio; questo permetterà una gestione meno caotica all’interno della pista di atletica e tribuna e darà nel contempo molto più spazio alle società sportive. All’interno del campo di atletica, nel sottotribuna, si allestirà una vasta area riservata al rinfresco. Il numero degli stand sale a trentina, contro i 23 dello scorso anno.
Le news rispetto allo scorso anno sono legate alla presenza di un gruppo di cinofili che organizzerà uno spettacolo con i cani; uno stand che tratterà il razzismo; due stand di atleti diversamente abili; il gruppo musicale il Pentagramma, il quale darà vita ad uno spettacolo musicale per tutta la durata della manifestazione. Altra grossa soddisfazione è, finalmente, l’apertura del palazzetto dello sport. All’interno vi sarà la possibilità di fare un’esperienza di arrampicata sportiva con la società Myosotis… e non solo. I gruppi dello scorso anno ci hanno confermato la loro presenza e quindi verrà data a tutti l’opportunità di cimentarsi in un numero di attività che difficilmente trova uguali. Nel prossimo articolo daremo l’elenco preciso di tutti i gruppi partecipanti.
Per quanto riguarda la corsa, il percorso si snoderà sulle stesse strade dello scorso anno.
Avremo la presenza di Carabinieri e Polizia Municipale per garantire l’ordine pubblico e la gestione del traffico, le strade verranno rese pedonali per la durata dell’intera manifestazione. Durante la manifestazione potremo assistere anche ad un momento che ci darà grande emozione. La famiglia Trovò metterà a disposizione un personal computer portatile alla scuola elementare più numerosa; questo in ricordo del nostro caro amico e Editore di Dolo Sport Lorenzo Trovò, che purtroppo qualche mese fa ci ha lasciati. Noi nel nostro piccolo abbiamo da subito pensato che la cosa più bella per ricordare Lorenzo fosse quella di intitolargli questa grossa manifestazione. Era un uomo sempre vicino a tutti gli sport ed era giusto dedicare al suo ricordo una giornata quale la Family Run, momento che riesce ad unire tutte le realtà sportive e di volontariato.
Dulcis in fundo la madrina ed il padrino che saranno testimonial della corsa.
Madrina sarà Manuela Levorato, chiamata anche la mamma volante. Manu, dopo essere diventata mamma è ripartita per affrontare nuovamente l’avventura sportiva; ha rimesso finalmente i chiodi sotto i piedi ed è ripartita con lo stesso entusiasmo per affrontare l’attività agonistica… e chissà che ai prossimi Campionati Europei non ci riservi qualche sorpresa con la sua partecipazione! Sicuramente con la sua simpatia e disponibilità allieterà la giornata di festa.
Il padrino, invece, sarà Dario Margarise. Per tanti il nome potrebbe non dire tanto; ed invece nel mondo dello sport è un grande nome. Chi di voi non si ricorda di Luna Rossa… la barca a vela che ci ha tolto tante ore di sonno qualche tempo fa durante l’American Cup? Ecco, Dario ero lo skipper informatico che dal pozzetto regolava con il suo computer l’andamento dell’imbarcazione. Ed in Italia, come lui, ce ne sono solamente altri due! E’ reduce da due grosse regate appena terminate. Ma sarà sua cura raccontare agli interessati segreti e sensazione di questo entusiasmante e favoloso sport che è la vela.
Prima di chiudere ricordiamo a tutti coloro che non riescono ad iscriversi alla Family Run attraverso le scuole che ci sarà l’opportunità di farlo direttamente alla partenza al giorno della gara oppure telefonando tutti i giorni alla Libertas Dolo al numero 3476206760. E’ possibile anche recarsi direttamente in pista di atletica a Dolo dalle 16 alle 18 nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì.
Dimenticavamo… il colore della maglietta sarà… nero con scritte arancio… un colpo d’occhio magnifico quando tutti saranno pronti all’interno della pista!
Stefano Borgo
Simone Cercato
Ivano Sacchetto
L’a.s.d. Riviera C5 regala
un momento di felicità
nel nome di Renzo Trovò
25 maggio 2009. (l.p.) Seduto su un comodo divano in mezzo a San Pietro ed ad un altro che non riconosco si è lasciato scappare più di qualche lacrimuccia. Tutti quei ragazzini a correre dietro ad una palla in una domenica di caldo africano. Forse non se lo sarebbe mai aspettato, il tutto in suo Onore. E poi tutta quelle facce che conosceva bene e che alla fine hanno dato coppe e medaglie a quei bambini. ‘Guarda – avrà pensato – c’è Benito, tutto lo staff di Canova con Cecilia, Giorgio, Emiliano e Fausto, Radames, Matteo e Lino, Sergio ed Enzo. Perfino Simone Cercato.’
L’attenzione, poi a veder giocare i ragazzini. Un fremito quando la palla finisce in rete e qualche bella considerazione per questo o quello: ‘Come giocano bene!’ La vittoria del Sambruson un bel regalo per l’amicizia con la società e con i Danieli.
Poi le premiazioni curate da Paolo Quattrone che benché da poco abbia perso il papà si è tuffato nella bella festa con grande sensibilità.
Che bello vedere tutti questi ragazzi al centro del palazzetto, che bello sentire genitori e parenti gioire per ognuno di questi ‘attori-protagonisti’. Che gioia vedere Stefano a dirigere, assieme a Monica, la festa. Poi Marino che non si lascia sfuggire alcun flash. Per finire Ida e Veronica al centro del parquet a premiare i vincitori.
Tolta la malinconia resta l’orgoglio di essere stati moglie, figlio, genero e nipote di un uomo che ha tanto amato i giovani, lo sport, la compagnia e che tutti ricordano con affetto e nostalgia. Ma quanto dato viene poi ricevuto e questo primo appuntamento non sarà l’ultimo.
Altri vi saranno per tenere vivo il suo ricordo.
Ciao Renzo
Grazie Renzo
Se n’è andato domenica 1 febbraio attorniato, e non il solito modo di dire, dall’affetto dei suoi cari e dal conforto della fede. Il nostro amatissimo editore Lorenzo Trovò ha terminato di soffrire, ha combattuto contro la malattia che da oltre due anni lo aveva colpito. Con coraggio, con ostinazione e con immani sofferenze. Alla fine ha perso questa battaglia ma ha vinto la guerra come ha testimoniato la grandissima partecipazione di tutti coloro che l’hanno conosciuto.
Renzo, come tutti lo chiamavano, era originario di Gambarare. Era nato nel 1931, la sua gioventù coincise con la Seconda Guerra Mondiale e questo enorme dramma ne plasmò il carattere e contribuì ad affinare il senso di umanità che lo contraddistingueva. Per chi non ha vissuto quegli anni non è semplice rendersi conto delle atroci sofferenze patite ma proprio l’aver vissuto quelle mostruosità fu un corroborante motivo per apprezzare e vivere gioiosamente ogni istante seguente. Fin da giovane si è dedicato ad imparare l’arte della lucidatura dei mobili e di restauratore. Un’arte raffinata e preziosa che si è tramandata di generazione e generazione e che veniva appresa con pazienza ed attenzione, virtù che solo i più abili sapevano miscelare. Ha vissuto l’epoca dell’apprendistato, una palestra per tutti coloro che volevano dedicarsi ad una professione e che fece fruttare grazie alle sue grandi doti ed abilità.
Aveva il culto della famiglia, un concetto che oggigiorno forse è in via di estinzione ma che gli ha permesso d’instillare, assieme alla moglie Ida, valori importanti e profondi ai figli Monica e Stefano.
La sua grande passione è stata il calcio, quello dolese in particolare. Visse con intensità e passione la sua appartenenza al Club Biancogranata, come la sua entrata nel direttivo del Calcio Dolo per salvarlo dalla scomparsa assieme a Benito Spolaore, Sergio Niero ed Enzo Pampagnin, un quartetto così diverso ma a lungo affiatato. Le iniziative che lo vedevano in prima linea e che lo coinvolgevano sono state tantissime, ricordiamo in particolare lo ‘stand dei ossetti’, il Veglione dei Moccoli, il torneo Gentilin ideato con Nicolò Stainer. Ma ciò che lo coinvolse di più fu l’Amore sviscerato verso questo periodico che anche nei momenti più difficili era diventato una valvola di sfogo ed un sano bisogno. L’allargamento a tutti gli sport, dopo l’iniziale interesse solo per il calcio, gli aveva permesso di scoprire ed apprezzare tante bellissime realtà e non a caso tanti attestati pervenutici dopo la morte riguardavano discipline diverse dal calcio. D’altronde ha impostato questo periodico nel rispetto della cultura sportiva, ha sempre chiesto venissero trattate le notizie diffondendo l’essenza dei valori umani e sportivi. Ha voluto e valorizzato chiunque dimostrasse interesse per lo scrivere di sport, non ha mai negato spazio ad alcuna notizia od informazione. Nel corso dei cinque lustri di editore ha affrontato e risolto numerosi problemi con il suo stile garbato fatto d’incoraggiamento e pacche sulle spalle. Ma non era solo bonario, sapeva essere convincente e generoso, gentile e premuroso. Non tradiva mai la parola data.
E' una di quelle rare occasioni in cui il piacere di scrivere diventa odioso. Fissi lo schermo del computer e non riesci a trovare la parole. O forse non vorresti trovarle perchè ti rifiuti di scrivere.
Con Renzo ci conoscevamo da tanti anni ed il rapporto che si era creato era talmente limpido che nessun problema poteva scalfirlo. La sua passione per il calcio era quasi maniacale, il suo amore per la famiglia era immenso e l'amicizia un bene che coltivava con trasporto e sensibilità. I tanti anni di lavoro lo avevano costretto a fare il pendolare a Venezia. Un ritmo di vita a volte fastidioso ma anche utile per approfondire il contatto con una realtà importante. Poi la sua passione, dopo il pensionamento, si era rivolta quasi esclusivamente verso il calcio ed il 'Dolo Sport' in particolare. Sembra un remake di quanto accaduto a Walter Martire che, per quello strano gioco che il destino si diverte spesso a disegnare, è scomparso ugualmente all’ospedale di Dolo una notte di febbraio con la neve che scendeva lemme lemme a salutare il riposo dei 'grandi'.
Quando perdi un Amico scopri che attorno a te il mondo si allarga, le distanze aumentano e lo spazio si fa vuoto. Poi ti ricordi di Stefano, Ida e Monica, di Marino e Veronica e capisci che la vita continua e che quello che Renzo ha seminato ha solide fondamenta di amore e di amicizia
Il ricordo, poi, fugge dalle ultime sofferenze. Quelle stesse che lo hanno reso più forte agli occhi di tutti ma anche triste e vulnerabile. Eppure non ha mai perso dignità, senso dell'onore od interesse per le sue passioni. Ha chiesto a Stefano, poche ore prima che la Storia s'impadronisse di Lui, di continuare a migliorare il giornale. Quasi un testamento, un passaggio di testimone.
Non sappiamo il futuro ma siamo certi che questo cordone ombelicale che unisce in modo indissolubile il giornale alla memoria di chi ha lottato con passione e sacrificio per la sua continuità, non si spezzerà.
Nel Tuo Ricordo.
Ciao Renzo.
Lino Perini
Voglio ricordarti così
come nella foto,
sempre in mezzo a noi
e pronto a dare tutto per il calcio,
resterai sempre nei nostri cuori!
Grazie per tutto quello che hai fatto!
Voglio salutarti cosi:
ciao Trovo o Trovò?
Pietro Martire
Caro Renzo,
questo è un saluto da parte di tutti noi atleti. Ti vogliamo ringraziare per esserci stato vicino con entusiasmo, nella vittoria come nella sconfitta; riuscendo, con il tuo giornale, a raccontare sempre belle storie, perché i vostri articoli potessero raccontare più le persone delle imprese.
Mi ricordo quando, un bel po’ di anni fa, venisti a trovarmi in pista a Mira, nacque così la nostra amicizia… semplicemente, con quel tuo modo di fare spontaneo e discreto.
Quante belle parole hai speso per noi, sei stato un vero esempio di sportività e lealtà.
Questo vuol essere un arrivederci perché, sono sicura, che seguirai i tuoi ragazzi anche da lassù. In ogni pista, piscina o campo da calcio sempre sentiremo il tuo caldo e sincero tifo.
Ciao Renzo.
Manuela Levorato
L’ultimo numero di Dolo Sport portava erroneamente la data domenica 2 febbraio, anziché domenica 1 febbraio; un’inconsapevole forma di rispetto che il giornale Dolo Sport ha serbato nei confronti dell’editore, anzi del “papà”, Lorenzo Trovò, che il primo di febbraio terminava il suo percorso terreno, parte del quale, ben 33 anni, dedicato al Dolo Sport, il “suo” giornale, ma anche il giornale di tutti, dove c’è lo spazio per il campione e per il giovane alle prime esperienze, per il grande evento e per la piccola, ma non per questo meno importante, manifestazione locale.
Al sottoscritto, che non è un giornalista, Lorenzo ha offerto l’opportunità di entrare a far parte della numerosa schiera di amici del giornale, di esprimere liberamente il proprio pensiero e di divulgare le iniziative sportive delle quali prova interesse.
Lorenzo Trovò passa il testimone e come in una gara di atletica leggera colui che lo riceve dovrà continuare nel percorso tracciato con il massimo impegno nella memoria di un grande uomo ma soprattutto di un grandissimo amico dello sport.
Ivano Sacchetto
Ciao Renzo, sei stato il mio editore preferito.
Renzo stava male da due anni e mezzo. Avendo cominciato a scrivere per Dolo Sport agli inizi del 2004, posso dire che il nostro rapporto di amicizia e professionale (se così si può definire, visto che scrivere per DS è sempre stato una sorta di gioco svincolato da questioni economiche) si è protratto nella sua malattia per circa la metà del tempo. Non è un bel pensiero. Eppure, nonostante i violenti dolori che lo tormentavano, nonostante la debolezza che costantemente lo affliggeva soprattutto negli ultimi mesi solo di rado ho avuto l’impressione che Renzo fosse una persona giunta al termine della propria vita. Fino all’ultimo ha avuto un’energia, un’intelligenza ed una memoria invidiabile.
Quando mi accompagnava nelle interviste ai numerosi atleti ed atlete che ho conosciuto in questi anni mi sorprendeva con la sua capacità di ricordare e collegare nomi, date ed eventi. Fino all’ultimo. Funzionava così: io accendevo il microfono appena mi sedevo al tavolino del bar prescelto, Renzo cominciava a chiacchierare del più e del meno con l’atleta o l’allenatore di turno, io ascoltavo quello che Renzo diceva e prendevo appunti per costruire il cappello dell’articolo (chi è l’atleta, che gare ha vinto, come si è formato, in quali società, quali erano i compagni di squadra, ecc..) e poi partivo con l’intervista. Renzo a quel punto ascoltava in silenzio, raccoglieva mentalmente nomi e dati che poi avrebbe rievocato in altre conversazioni, sottolineava i passaggi più interessanti con moti di stupore, approvazione o biasimo, a seconda della situazione. Quando tornavo a casa riascoltavo la registrazione e utilizzavo le gioviali chiacchiere di Renzo, introduttive all’intervista, in cerca di spunti per l’attacco dell’articolo.
L’immagine che ho adesso in mente del mio editore non ha nulla a che vedere con i segni dell’infermità. Renzo rimane per me l’uomo forte e con la voce possente di due anni e mezzo fa.
Quest’immagine di salute e vigore è dovuta al suo coraggio e alla sua serenità che hanno sopraffatto la malattia. Per lo meno nel ricordo.
Mio e – credo – di chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
Mauro Poletto
Madonna nera C'è una terra silenziosa
dove ognuno vuol tornare...
una terra e un dolce volto
con due segni di violenza;
sguardo intenso e premuroso
che ti chiede di affidare
la tua vita e il tuo mondo in mano a Lei.
Madonna, Madonna nera
è dolce esser tuo figlio!
Oh lascia, Madonna nera
ch'io viva vicino a Te.
Lei ti chiama e rasserena,
Lei ti libera dal male
perché sempre ha un cuore grande
per ciascuno dei suoi figli.
Lei t'illumina il cammino
se le offri un po' d'amore
se ogni giorno parlerai a Lei così.
Madonna, Madonna nera
è dolce esser tuo figlio!
Oh lascia, Madonna nera
ch'io viva vicino a Te.
Questo mondo in subbuglio
cosa all'uomo potrà offrire?
Solo il volto di una madre
pace vera può donare.
Nel tuo sguardo noi cerchiamo
quel sorriso del Signore
che ridesta un po' di bene
in fondo al cuor.
Madonna, Madonna nera
è dolce esser tuo figlio!
Oh lascia, Madonna nera
ch'io viva vicino a Te.
Il dolore che ognuno vive lo prova a modo suo, e a modo suo lo esprime con tempi parole e pensieri che appartengono all'individuo stesso.
Questo piccolo saluto ce l'ho dentro da oltre un mese, è stata difficile la stesura... le cose da dire per salutare Renzo sarebbero tantissime, si rischia di ripetere ciò che è già stato scritto da amici, parenti, conoscenti di Renzo… e questo fa capire il segno profondo che ha lasciato, perché chi c'era mercoledì 4 febbraio nella Chiesa di Cazzago capiva quanto amore c'era dietro questa persona.
Una folla commossa,fatta di uomini e donne con rughe profonde, ma anche di giovani la cui innocenza la si legge negli occhi.
È sempre difficile parlare di qualcuno che ci ha lasciato,ma come mi è capitato di fare ormai tre anni fa quando avevo ancora tutti e quattro i nonni e nel giro di pochi mesi sono rimasto con la sola stupenda nonna materna,li ricordo ridendo, perché penso a loro e alle cose che mi dicevano,alle storie di guerra e povertà che mi narravano, all'amore che provavano per la famiglia e per noi nipoti.
Ecco, Renzo era questo, il nonno di tutti noi sportivi, si metteva li, al fianco di Stefano, o di Matteo, o di Mauro, o di Lino, o di Marino e ascoltava le nostre parole, annuiva, si rabbuiava, e di nuovo ci incitava con il suo sguardo,ascoltava le nostre storie fatte di calci ad un pallone o corse in pista o bracciate in corsia, la sua voce profonda che negli ultimi anni s'è fatta sempre più roca e flebile ci accompagnava nei discorsi, entrava dentro alla nostra vita sportiva quasi avesse vissuto anche lui di persona quelle gesta, e poi si alzava, con la sua immagine possente, le sue mani grandi, la brillantina sempre lucidissima e composta tra i capelli e ci incitava a non mollare mai, ad essere sempre più forti delle difficoltà, dovevamo continuare a correre.
Ecco, Renzo era questo, un uomo giusto e leale, ricco di valori che mal si sposano col nostro tempo dove conta in ogni modo apparire e vincere ad ogni costo ed in ogni modo,un uomo di un altro tempo, un uomo di razza Piave.
Un abbraccio grande alla piccola Veronica, a Monica, la signora Ida, Stefano e Marino, e tutta la famiglia di Dolo Sport che da anni da voce alle nostre passioni.
Ciao Leon, grazie.
Simone Cercato
Il Pattinaggio Artistico Dolo saluta con commozione Renzo Trovò.
La scomparsa di Renzo Trovò ha colpito profondamente il Pattinaggio Artistico Dolo.
Renzo era un galantuomo.
Attraverso Dolo Sport, il giornale di cui è stato editore, ha dato spazio ad ogni realtà dello sport dolese e rivierasco al punto che il giornale (e l’uomo) da moltissimi anni rappresenta un solido riferimento per atleti, società e istituzioni. Se oggi il Pattinaggio Artistico Dolo è una delle società sportive più solide e vivaci della Riviera del Brenta il merito è anche di Renzo e del suo giornale: una vetrina prestigiosa che ha sempre garantito visibilità, raccontando con passione le nostre atlete e allenatrici, le competizioni e vicende societarie. Del resto la grande intuizione di Renzo è stata quella di dedicare agli sport cosiddetti minori uguale spazio e dignità di trattazione che al calcio o alla pallacanestro, discipline maggiormente sotto i riflettori. Renzo e Dolo Sport hanno sempre individuato nello sport il principale catalizzatore di energie positive della società: atlete e atleti impegnati nel migliorare se stessi attraverso l’onesta attività fisica e il gioco di squadra, donne e uomini impegnati costantemente e senza prospettive di guadagno nella gestione di società sportive, anche in momenti di difficoltà economica e assilli burocratici.
Siamo certi che Dolo Sport continuerà a portare avanti il suo spirito originale, il PAD ricorda Renzo con commozione e si stringe attorno ai familiari nel dolore della perdita.
Pattinaggio Artistico Dolo
Era il lontano 1996 quando iniziò la nostra avventura e la nostra apparizione su Dolo Sport. Tredici anni vissuti assieme. Ci univa un amore in comune, la passione per il gioco del calcio. Sempre vicino a noi, pronto a sostenerci nelle “lotte” per ottenere uno spazio all’interno del nostro Comune. Ad unirci a te erano valori comuni ed un identico modo di intendere lo sport. Sempre presente, seduto in tribuna, lì con noi qualunque fosse la categoria e l'orario.
Da oggi un’aquila speciale volerà sopra il Palasport “Stefano Baldan”.
Ciao Renzo
Vittoria Dolo
Se n'è andato in silenzio, confortato dalla presenza dei suoi cari e di don Franco, parroco di Cazzago. All'età di 77 anni è mancato domenica notte Lorenzo Trovò, conosciutissimo a Dolo ed in tutta la Riviera del Brenta. È stato a lungo corista della Schola Cantorum di Cazzago ma, soprattutto, dirigente della squadra di calcio del Dolo. Grande appassionato dei colori biancogranata fu fra i fondatori, a metà degli anni Settanta, del Club Biancogranata, il sodalizio dei tifosi dolesi, circa duecentocinquanta, che organizzava il tifo in casa e nelle trasferte della formazione che calcava i campi semiprofessionistici della Serie D. Con il declino sportivo, Trovò assieme al Club entrò a far parte della dirigenza nel 1984 e per un ventennio si dimostrò infaticabile dirigente della società. Divenne anche editore di "Dolo Sport", testata sportiva che da trentadue anni esce regolarmente ogni due settimane. Proprio il periodico era diventato nel tempo la sua grande passione e lo seguiva e lo viveva con grande partecipazione. La malattia che lo aveva colpito due anni fa ne aveva limitato gli spostamenti ma non l'impegno e sino all'ultimo ha raccomandato e spronato il figlio Stefano, che gestisce l'impaginazione della pubblicazione, a migliorarla ed a sostenerla. Domenica notte l'improvviso aggravamento, sino alla morte.
Il 5 febbraio prossimo saranno ventisei anni che è morto Walter Martire, giornalista de Il Gazzettino, ex direttore di "Dolo Sport", grande amico di "Renzo". Lorenzo Trovò lascia la moglie Ida con la quale in settembre aveva festeggiato i cinquant'anni di matrimonio, i figli Stefano e Monica ed il genero Marino oltre alla nipotina Veronica. I funerali si svolgeranno mercoledì alle 15 nella Chiesa di San Martino di Cazzago.
Lino Perini
tratto da "Il Gazzettino"
di lunedì 2 febbraio 2009
Nel giorno dell’inattesa sconfitta contro la Marosticense, Dolo ha pianto lo scomparsa a 77 anni, dopo una lunga malattia, di Lorenzo Trovò, anima del tifo locale organizzato nel Club Biancogranata, associazione stretta attorno al quindicinale d’area Dolo Sport.
Si tratta di due eventi del tutto diversi per portata e gravità; eppure questi due eventi sono strettamente uniti da un comune denominatore, ossia il sostegno incondizionato ad un sodalizio sportivo che ha mantenuto intatto nel corso di un secolo di storia – aspetto singolare per la Riviera del Brenta – il rapporto tra tessuto sociale, dirigenza e fenomeno sportivo, un rapporto fruttuoso che ha consentito al Dolo di rimanere nell’ambito dell’elite calcistica regionale, mentre nel resto della Riviera le altre squadre precipitavano verso le categorie inferiori, quando non nell’anonimato calcistico.
A Gianni Nalesso, la società affida le parole di commiato alla memoria di Lorenzo Trovò, le cui esequie saranno celebrate a Cazzago, oggi alle 15. "Si tratta di un momento grave e drammatico per tutti coloro che si riconoscono nella squadra biancogranata – afferma commosso il presidente del Dolo – che mi colpisce personalmente e che pone in secondo piano ogni riflessione legata ai risultati sul campo. Ho conosciuto Renzo molti anni fa, quando presiedevo il Cazzago, e di lui conservo il ricordo di una persona sincera e leale. Proprio nell’anno del centenario, se ne va con Lorenzo Trovò la memoria di un quarantennio di imprese sportive eccezionali per Dolo, accompagnate da un’umanità rara, per non dire unica. Ne sentiremo tutti la mancanza e lotteremo per mantenere il Dolo laddove anche lui avrebbe voluto: al vertice nella Riviera".
Alessandro Ovizach
tratto da "Il Gazzettino"
di mercoledì 4 febbraio 2009
[…] E' sera e però devo aggiungere un pensiero triste: è scomparso Lorenzo TROVO'… grande appassionato, tifoso, dirigente di questa società per una vita. Il Calcio DOLO non dimenticherà la tua figura Renzo... anche se negli ultimi anni per motivi vari, il "feeling" non era più lo stesso. Il tuo posto nella memoria di questa società, te lo sei guadagnato sul campo... CIAO RENZO e condoglianze sentite a tutta la tua famiglia...
Riprendo il discorso di Moreno e Alessandro... avere ancora persone come Renzo TROVO' nella ns. società… dovrebbe essere un goal per tutti...
Roberto Tonicello
Vice Presidente
FCD Dolo Riviera dl Brenta
tratto dal sito www.fcdolo1909.it
Con immenso dispiacere accolgo la notizia della scomparsa del buon Renzo, che mi ha accompagnato sin dagli esordi in maglia biancogranata. Porgo le mie più sentite condoglianza alla famiglia e spero che da lassù continui a seguirci ogni domenica, come ha sempre fatto finchè la salute glielo ha consentito. Grazie Renzo.
Alessandro Majoni
tratto dal sito www.fcdolo1909.it
SI È SPENTO TROVÒ, FIGURA STORICA DEL CALCIO DOLESE...
Nella notte di domenica, dopo due anni di lotta contro una malattia che non ha lasciato scampo, è venuto a mancare Lorenzo Trovò, anima del Club Biancogranata, ossia del gruppo di tifosi del Dolo organizzati in associazione no-profit, nonché punto di riferimento per tutto il movimento sportivo della Riviera del Brenta. Il Club, e soprattutto Renzo Trovò, ha vissuto in prima linea sia i fasti della più antica squadra di calcio della zona - fasti legati al periodo d’oro del Dolo, collocabili a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, epoca in cui il Club nacque - sia i momenti più bui del sodalizio, in particolare quelli dei primi anni ’90, quando la società sembrava destinata al fallimento ed alla rinascita in Terza categoria, evento sventato proprio dal gruppo di sostenitori che seppe coagulare attorno a sé e convogliare verso la società quelle risorse umane e finanziarie che consentirono al Dolo di rimanere in Promozione e di conquistare nel giro di quattro stagioni, esattamente dieci anni fa, l’Eccellenza.
Con il nuovo millennio, le strade del Club e del sodalizio calcistico si allontanarono, ma la passione sportiva di Renzo non si affievolì. Ha continuato e continuerà ad uscire con regolarità, infatti, Dolosport, la testata giornalistica dell’associazione, nata da un’idea dello stesso Trovò e registrata all’inizio degli anni ’70 con il preciso intento di cantare le gesta della locale squadra di calcio e di seguire sotto ogni punto di vista, con cadenza quindicinale, le vicende legate ai movimenti sportivi più propriamente dolesi prima, e rivieraschi in seguito.
Il Dolo compie nel 2009 cent’anni di storia. Con la morte di Renzo, nell’inghiottitoio della memoria, ne sono finiti almeno la metà. A noi, giornalisti dolesi che abbiamo iniziato a scrivere di calcio proprio grazie a Renzo, non rimane che unirci al dolore della famiglia, piangerne la memoria e tenerne vivo il ricordo.
Alessandro Ovizach
tratto dal sito www.venetogol.it
Carissimo Renzo, dalle pagine di Venetogol ti abbraccio e ti saluto. Sei stato un grande appassionato di calcio, e soprattutto una persona di alto profilo: la storia della squadra che hai amato è punteggiata dai tuoi sorrisi e dal tuo buon senso. Ricorderò sempre il tuo canto, la tua voce potente e cordiale. Ricorderò la tua condotta onesta, il tuo esempio di persona forte e mai arrogante, allegra ma mai superficiale. Grazie per la tua testimonianza di tenacia e di umiltà. Un caro saluto a Stefano e tutta la tua amata famiglia. Ciao.
Alberto Cagnin
tratto dal sito www.venetogol.it
Willer, alias Tiziano Pandolfo
Un caro amico ci ha lasciato,uno sportivo una persona per bene,forse una persona d'altri tempi.
A LORENZO TROVO' che questa notte ci ha lasciato,va' un doveroso saluto da parte di tutto lo staff dell' Acinque Venezia.
Un caro saluto anche da parte nostra.
Altamarca Group
condoglianze Stefano
Alvise
Condoglianze da parte mia e di tutta la Fenice C5
sentite condoglianze dal Casinò di Venezia a5
Dal sito di Dolo Sport, naturalmente in lutto come tutti noi che gli volevamo bene, riporto le toccanti parole dell'amico Stefano al quale vanno le più sentite condoglianze mie personali, di tutto il gruppo dell' Acinque Venezia, e sicuramente di tutte quelle persone che amano lo Sport come lo ha amato il caro Renzo.
PQ
Mio Padre
la nave che sfida la tempesta
Mio Padre
l'albero dall'ombra più fresca
Mio Padre
la notte più sicura
Mio Padre
la lacrima più amara
Mio Padre
un uomo che io chiamo Renzo
Sentite Condoglianze.
All Blacks Chioggia
Giovanni Di Giovanni
Sentite condoglianze da parte della Came C5
Sentite condoglianze.
Futsal Carmenta
Condoglianze da parte mia e di tutti i Lions Chioggia
Rossano Boscolo
Sentite condoglianze.
Marco Venier
Futsal Villorba
tratto dal forum di www.futsalveneto.it
E’ MORTO LORENZO TROVÒ
E’ deceduto dopo una lunga malattia Lorenzo Trovò,
77 anni, storico editore del periodico Dolo Sport e per
quasi mezzo secolo figura di spicco del Dolo Calcio.
Lorenzo, da tutti conosciuto come Renzo, lavorava come
restauratore di mobili antichi e da sempre è stato un grande
appassionato di calcio e in particolare del Dolo.
Da oltre 40 anni era vicino alla compagine calcistica,
dove ha ricoperto anche cariche dirigenziali, ed è stato uno
dei fondatori del club Biancogranata. Per 30 anni è stato
l’editore di Dolo Sport, periodico sportivo che è diventato un
punto di riferimento per tutto il movimento sportivo dolese e
della Riviera. Lorenzo Trovò lascia la moglie Ida e i figli
Stefano e Monica che lo hanno accudito con amore fino alla
fine.
La sua scomparsa ha colto di sorpresa tutti i dolesi che
ricordano la sua passione per il Dolo ma anche la sua bontà
e la sua disponibilità verso tutti. Anche la società calcistica
piange la scomparsa di un suo grande tifoso ed ex dirigente.
“Lorenzo Trovò – spiega il vicepresidente Roberto Tonicello – è stata una figura importante degli ultimi quarant’anni di
storia del Dolo. La sua scomparsa ci riempie di tristezza”.
Lutto in paese
G.P.
tratto da "La Piazza"
edizione Riviera Ovest del 25 febbraio 2009