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 Sport e disabili: incontro con Vindicio Vescovi Campione Italiano di slalom in corsa per Vancouver 2010
(m.p.) Quelli come Vindicio Vescovi, in molti paesi d’Europa, negli Stati Uniti e in Canada, in Giappone e Australia, sono seguiti con attenzione, suscitano grandi passioni, hanno gruppi di fan (e detrattori), attirano l’interesse dei grandi media e conseguenza naturale di tutto ciò, fanno girare un bel po’ di quattrini. In Italia vivono quasi nell’ombra, se ne parla – per grazia ricevuta – sì e no una volta all’anno e per qualcuno rappresentano pure un sversatoio per niente remunerativo di denaro.
Vindicio Vescovi, 46 enne di Caltana, è paraplegico dall’età di 34 anni, da quando cioè un terribile incidente in moto lo costrinse alla sedia a rotelle. Un paraplegico sportivo, sciatore per l’esattezza. Tre specialità: slalom, slalom gigante e discesa libera. Vindicio, che ha cominciato a gareggiare circa 10 anni fa, è campione nazionale assoluto di slalom, ha vinto due medaglie d’argento nazionali nel gigante, tre bronzi in Coppa Europa, ha ottenuto importante piazzamenti alle paralimpiadi di Torino 2006 e tra dicembre e gennaio si giocherà l’accesso alle paralimpiadi invernali di Vancouver 2010.
In Germania, Austria, Giappone questi campioni, come del resto i campioni normodotati, sono seguiti assiduamente da tutti i mezzi di comunicazione, sono argomento di chiacchiere da bar e tifo accalorato, sono ambiti dagli sponsor e rappresentano uno fiore all’occhiello per le istituzioni, i comuni e le province dove sono nati e dove si allenano.
In Italia, gli organi di stampa come Dolo Sport che trattano l’argomento sport e disabilità sono salutati con commozione perché sono pochissimi.
Eppure sempre di sport si parla. Vindicio si allena pressoché quotidianamente nella sua casa di Caltana, il fine settimana si sposta in montagna per sciare. Veste i colori dello Sci Club Nervesa di Nervesa della Battaglia, Treviso, è seguito dagli istruttori di Brain Power, un’associazione di allenatori che seguono volontariamente gli atleti diversamente abili, nella quale lo stesso Vindicio Vescovi presta servizio come istruttore di sci. Vindicio non perde mai il contatto con la neve, neanche nei mesi più caldi. Le trasferte vengono infatti organizzate sia in struttura all’aperto (a Cortina si è potuto sciare fino al 25 aprile, a Sestriere addirittura fino a Giugno inoltrato) che indoor (strutture coperte in Germania e Olanda).
Per sciare indossa un guscio protesico disegnato su misura provvisto di un sofisticato sistema di ammortizzatori e levature al quale è attaccato il monosci. Per mantenersi in equilibrio impugna due piccoli stabilizzatori. Il costo dell’attrezzatura non esattamente alla portata di tutti: solo il guscio protesico costa quasi 4 mila euro. Poi c’è il monosci, gli stabilizzatori, la tuta, ecc. Senza sponsor si fa poco, anche se i budget necessari per allenare un campione sono tutt’altro che astronomici. E stiamo parlando di atleti a caratura mondiale.
Vindicio ci racconta che il costo di una stagione di allenamenti si aggira intorno ai 12 mila euro. E’ la cifra che guadagna al mese un calciatore di prima divisione. Vindicio e gli atleti come lui, viaggiano per tutta Italia e anche all’estero, potrebbero essere degli ottimi testimonial per le tante aziende interessate ad acquisire o rafforzare la visibilità nel mercato; invece la sua attività è avvolta da un silenzio imbarazzante.
“E’ una situazione ridicola che riguarda il Veneto in modo particolare”, spiega, “gli imprenditori di questa regione, una delle più ricche d’Italia, investono sui disabili che fanno sport solo le noccioline. Noi sportivi siamo visti come dei viziosi che pur di divertirsi sottrarrebbero quattrini agli altri disabili che hanno perfino problemi ad entrare in casa.” Vindicio esprime in parole semplici ed efficaci un’opinione sotterranea e diffusa che considera la rivendicazione dei disabili a fare sport alla stregua di un capriccio, mentre lo sport è di vitale importanza, per tutti, abili e diversamente abili.
La situazione è ben diversa in Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Lazio… Vindicio: “L’avanguardia è il Piemonte, per due motivi. Da un lato le paralimpiadi invernali del 2006 che hanno sensibilizzato l’opinione pubblica e dotato la Regione di impianti adeguati, dall’altro la presenza di una grande azienda come la Fiat che investe molto in questo tipo di sponsorizzazioni.” Vindicio dedica un capitolo di riguardo alle paralimpiadi di Torino 2006, ne descrive l’organizzazione impeccabile, le strutture sportive all’avanguardia, l’accoglienza perfetta al villaggio olimpico. Un grande lavoro… e un completo disinteresse da parte degli organi di stampa: “Durante il discorso di chiusura delle autorità a Piazza Castello, qualcuno ha pensato bene di ringrazia i media per la copertura dell’evento. Dal pubblico – composto, nota bene, solo in piccola parte da disabili – si è sollevata una bordata assordante di fischi per la menzogna spudorata.”
La speranza è dunque che il tema sport e disabilità possa godere col tempo della meritata attenzione anche da parte dei grandi media (non solo nazionali, anche locali).
Del resto, qualche piccolo segnale si può già apprezzare. Veritas, la multiutility dell’ACM, ha individuato in Vindicio il testimonial ideale per la campagna 2008-2009 “Il regno dell’Acqua”, che si propone di trasmettere i valori sportivi ai bambini e ragazzi delle scuole materne, elementari e medie del Miranese e della Riviera del Brenta.
“Sono stato presentato al responsabile della comunicazione esterna dell’ACM Roberto Bacco, dal mio generoso sponsor, la Banca del Veneziano,” spiega Vindicio, “Bacco ha riconosciuto in me lo sportivo ideale per trasmettere il valore del sacrificio, del lavoro di squadra e dell’impegno che lo sport richiede per il conseguimento dei risultati. Risultati che non hanno niente a che vedere con la fama e il denaro, bensì con la voglia continua di migliorarsi.” A breve Vindicio partirà per un tour nelle scuole della Provincia dove racconterà agli studenti la sua esperienza di vita e di atleta. Un compito prestigioso svolto nelle precedenti edizioni da altri due grandi campioni: il nuotatore Simone Cercato e la sprinter Manuela Levorato.
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